Articoli in: Casi Risolti

Infezioni ospedaliere

La Sig.ra A. S. si ricoverava per sottoporsi ad intervento di sostituzione valvola mitralica. Nel corso del ricovero contrae molteplici infezioni di natura ospedaliera (Klebsiella Pneumoniae, staphylococcus, escherichia coli…). A nulla è valsa la terapia antibiotica somministratale con grave ritardo, ed infatti, la paziente decedeva dopo un mese di ricovero. Ai familiari è stato riconosciuto un risarcimento in linea con le tabelle per la liquidazione del danno adottate dal Tribunale.

Dimissione impropria

R.F., portatrice di handicap, veniva ricoverata in un ospedale romano con dolori al petto e una tosse insistente. Nonostante le analisi riportassero valori alterati e avesse febbre alta, la paziente veniva dimessa con semplice prescrizione di terapia domiciliare. Morirà poche ore dopo, e l’autopsia evidenzierà la presenza di una broncopolmonite.

Eccessivo ed inadeguato trattamento terapeutico

La Sig.ra F.P. subiva dei cicli di radioterapia non necessari ed in dosaggi eccessivi, che mandavano in necrosi i tessuti addominali, rendendo la paziente portatrice di stomia a vita. Le è stato riconosciuto un risarcimento in linea con le tabelle per la liquidazione del danno adottate dal Tribunale.

Errato intervento chirurgico

Il cliente P.M. si ricoverava per un intervento programmato di ernia inguinale, nel corso del quale veniva perforato il sigma. Nonostante i forti dolori ed altri sintomi preoccupanti, il paziente non veniva ricondotto in sala operatoria per un intervento riparatore. P.M. decedeva pochi giorni dopo. Ai familiari è stato riconosciuto un risarcimento in linea con le tabelle per la liquidazione del danno adottate dal Tribunale.

Diagnosi di tumore tardiva

La paziente P.L. nel 2008 veniva sottoposta ad una ecografia polmonare che non riportava la presenza di una massa tumorale di circa 2 centimetri invece evidente. Recatasi a controllo ecografico dopo due anni, la massa era cresciuta di oltre 6 centimetri, riducendo drasticamente le chances di sopravvivenza, ed infatti, la povera P.L. decedeva, infatti, dopo circa due anni. I fratelli hanno ottenuto un risarcimento in linea con le tabelle per la liquidazione del danno adottate dal Tribunale.

Danno da parto

Il piccolo A.C., è venuto alla luce nel 2007 con gravissime complicazioni neurologiche, provocategli da una prolungata asfissia che si sarebbe potuta evitare mediante la tempestiva esecuzione del taglio cesareo. Il minore ed i genitori sono stati risarciti con un importo prossimo ai 2 milioni di euro.