Catetere venoso centrale consenso informato trasfusione, modello consenso informato chirurgia orale, interruzione volontaria gravidanza
In Italia, qualunque trattamento sanitario, medico o infermieristico, necessita del preventivo consenso del paziente; è quindi il suo consenso informato che costituisce il fondamento della liceità dell'attività sanitaria, in assenza del quale l'attività stessa costituisce reato. Ogni settore medico-scientifico ha a che fare burocraticamente con la prassi legata al consenso informato. In chirurgia vascolare il consenso informato è opportuno per poter permettere al medico di intervenire chirurgicamente con tecniche di riparazione, derivazione, sostituzione e rimozione di arterie e vene. Promuovere la sicurezza psicofisica, la collaborazione e l'adempimento delle normative vigenti è un presupposto fondamentale per intervenire sul paziente, anche solo con strumenti di ausilio che servano a migliorare la sua condizione di degenza. Ad esempio l'inserimento di un catetere venoso centrale in tema di consenso informato prevede che il paziente sia messo al corrente della procedura cui verrà sottoposto per essere posizionato correttamente al fine di facilitare le manovre d'inserimento del catetere stesso. Il sistema sanitario è al centro di un processo di trasformazione che si pone come obiettivi primari: il recupero d'efficienza, il contenimento dei costi e l'orientamento ai bisogni del paziente. In quest'ottica il consenso informato nell'Unione Europea diventa un fattore di espressione di libertà del singolo e si colloca tra i diritti fondamentali. I trattati istitutivi della Comunità Europea e il trattato sull'UE si occupano sia del diritto alla salute in generale, che della trasparenza dei rapporti che si instaurano tra i professionisti. Da ciò deriva il necessario inserimento del consenso informato nei contratti di prestazione medica. Quei casi in cui, oltre al sapere scientifico viene coinvolto anche l'aspetto etico (comitato di modifica), il consenso informato assume un'importanza di rilievo. È il caso della pratica dell'aborto, che in Italia è legale sin dal 1978. La compilazione del modello del consenso informato per interruzione volontaria della gravidanza permette, liberi da ogni vincolo morale, l'impedimento dello sviluppo del feto se non che la sua rimozione dall'utero della gestante. Ci sono delle circostanze in cui è doveroso intervenire anche contro il parere del paziente: è il caso delle trasfusioni che devono essere somministrate qualora il paziente sia in pericolo di vita. In condizioni di normalità il consenso informato alla trasfusione prevede che il paziente sia informato sul tipo di trasfusione da eseguire, sulla necessità e sui rischi: possibilità di immunizzazione o di incompatibilità in caso di trasfusioni ripetute e sui potenziali rischi di tipo infettivo.