Roma, 13 Feb – L’allarme sui punti nascita non in sicurezza, lanciato ieri in conferenza stampa dalle maggiori sigle delle associazioni di medici ghirurghi, ginecologi ed ostetrici italiani, è assolutamente condivisibile da chi, come Osservatorio Sanità, difende i diritti dei cittadini, siano essi pazienti o medici. La mancata attuazione del Piano nazionale, è infatti uno dei tasti dolenti di un sistema a rischio, sia per l’una che per l’altra categoria. Chiudere, o mettere in sicurezza i punti nascita fuori norma, sarebbe un primo passo utile verso l’abbattimento del contenzioso eliminabile.
Si rende necessario, come abbiamo ribadito più volte, che il legislatore metta mano alla normativa sulla responsabilità professionale medica, portando magari a compimento alcune proposte di legge che da troppi anni ormai giacciono nei cassetti di Montecitorio e Palazzo Madama, e che andrebbero invece attenzionate scrupolosamente.
Tuttavia, riteniamo che la battaglia per la sicurezza sanitaria vada combattuta su un altro fronte: quello della rischiosità delle aziende ospedaliere inadempienti e delle regioni che si affidano all’autoassicurazione. Va sottolineato infatti che i prezzi di mercato dettati dalle compagnie assicurative vengono calcolati in proporzione al fatturato dell’azienda, nonché al tasso della sua rischiosità. Sono ancora troppe le strutture sanitarie che, contestando gli oneri assicurativi, eludono la messa in campo di un presidio fondamentale per la qualità dell’assistenza fornita al cittadino, quale quello di una seria strategia di risk management.
Risulta dunque strumentale l’accanimento critico verso alcuni spot che informano il pubblico della possibilità di ottenere un risarcimento a fronte di un danno subito: essi, semplicemente, reclutano potenziali clienti in regime di libera concorrenza e non producono certo alcun incremento di cause e denunce che, anzi, come certifica l’ultimo rapporto Ania, pubblicato a novembre 2013, sono diminuite del 7% in un anno (2010-2011).
Ci rendiamo disponibili per lavorare insieme affinchè si possa ristabilire un clima di fiducia nel rapporto medico/paziente e che possa presto aprirsi un sano e onesto confronto per portare dinanzi alle istituzioni competenti una soluzione il più ampiamente condivisa.
Dottor Nicandro Buccieri





